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LA TECNICA RAKU
Manufatti ed opere realizzati presso il proprio laboratorio artistico
reinterpretando l'antica tecnica ceramica denominata RAKU. Tale
tecnica ebbe origine in Giappone agli inizi del 1600 per l' esigenza
di realizzare tazze ed altri contenitori funzionali alla cerimonia
del te seguendo un nuovo canone estetico e rituale fortemente influenzato
dalla filosofia Zen.
Da alcuni decenni è stata introdotta in occidente con varie
innovazioni soprattutto per opera d'artisti Statunitensi.
La particolarità di questa tecnica riguarda la fase di cottura
degli smalti.
Ogni pezzo, realizzato utilizzando argille refrattarie, dopo una
prima cottura e l'applicazione degli smalti, viene singolarmente
cotto (seconda cottura) in un piccolo forno costruito all'aperto.
I pezzi vengono normalmente introdotti nel forno già caldo
e per evitare rotture vengono preriscaldati ponendoli in una camera
temperata posizionata sopra il forno.
Una volta introdotto il pezzo nel forno, in breve tempo (da mezz'ora
ad un'ora circa), viene raggiunta la temperatura di fusione degli
smalti (intorno ai 950°C).
A questo punto il pezzo incandescente viene estratto e collocato
in una buca nel terreno contenente segatura per la fumigazione.
A contatto con la ceramica calda la segatura s'incendia con formazione
di fumo, si procede quindi alla copertura con un coperchio metallico
in modo da produrre un'atmosfera autoriducente, cioè priva
d'ossigeno, indispensabile per ottenere le colorazioni desiderate,
in particolare quelle metalliche.
In seguito, dopo breve tempo (circa una decina di minuti) i pezzi
ancora molto caldi vengono introdotti in un recipiente contenente
acqua fredda al fine di provocare un immediato raffreddamento degli
smalti, interrompendo il processo di formazione e variazione del
colore.
Data la presenza di rilevanti sbalzi termici sia in fase di cottura
che di raffreddamento, i pezzi realizzati con questa tecnica sono
spesso caratterizzati dalla presenza di crepe più o meno
profonde e da smalti cavillanti a reticolo disomogeneo, inoltre
possono essere evidenti i segni delle pinze ed altre attrezzature
necessarie all'infornamento e sfornamento dei pezzi (operazioni
di solito molto energiche).
Tutte le fasi di lavorazione richiedono un intervento interamente
manuale, dalla foggiatura iniziale dei pezzi, (a tornio, a blocco,
a lucignolo, a lastra, oppure con l'ausilio di sagome in gesso appositamente
predisposte), alla preparazione degli smalti colorati (partendo
dalle materie prime - ossidi e smalti trasparenti, o bianchi), alla
loro applicazione e infine alla singolare cottura.
Questo determina la realizzazione di pezzi unici e di fatto irripetibili.
In particolare la complessa cottura finale difficilmente consente
l'ottenimento di risultati omogenei, anzi la regola è l'imprevisto,
che conferisce forza e personalità ad ogni singolo pezzo
ceramico
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